Il 3 gennaio 2017 il Tribunale di Busto Arsizio ha sancito come l’attività di una S.a.s. che concede in locazione beni immobili di proprietà a fronte del pagamento dei canoni di locazioni, non debba considerarsi attività commerciale e pertanto che il socio accomandatario non è tenuto a iscriversi alla gestione previdenziale dei commercianti.
Nel caso di specie l’Inps imponeva al socio della S.a.s. l’iscrizione alla gestione speciale commercianti nonché il pagamento della relativa contribuzione, sostenendo che in base all’art. 49 comma 1, lettera d) della legge 88/1989 l’attività della società, esercitata peraltro in modo permanente doveva essere inquadrata nel settore terziario.

La norma richiamata stabilisce che sono classificate come facenti parte del settore terziario le attività «commerciali, ivi comprese quelle turistiche; di produzione, intermediazione e prestazione dei servizi anche finanziari; per le attività professionali ed artistiche; nonché per le relative attività ausiliarie».

Il Tribunale ha però evidenziato che l’iscrizione alla gestione commercianti è obbligatoria ove si realizzino congiuntamente sia le condizioni oggettive di cui alla legge 88/1989, sia le condizioni soggettive previste dall’art. 1, comma 202 203 della legge n. 662/1996 – piena responsabilità dell’impresa ed assunzione di tutti gli oneri ed i rischi di gestione, partecipazione personale, abituale e prevalente al lavoro aziendale, possesso di licenze, autorizzazioni ovvero iscrizioni a albi, registri o ruoli.
Inoltre, come precisato dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3145/2013, l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti è costituito dall’esercizio di attività imprenditoriale di natura commerciale, che non ricorre nell’ipotesi in cui la società si limiti a locare immobili di proprietà ed a percepire il relativo canone di locazione, come nel caso di specie in esame.

L’ordinanza della Cassazione richiamata dal Tribunale di Busto Arsizio segna il limite di applicazione della suddetta normativa, riscontrando che «la locazione di beni immobili può costituire attività commerciale ai fini previdenziali solo ove venga esercitata nell’ambito di una più ampia attività di prestazione di servizi, quale attività di intermediazione immobiliare».

Pertanto, il giudice accoglieva il ricorso (con annullamento dell’avviso di addebito), dovendosi escludere la ricorrenza dell’attività a cui la legge ricollega l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti, ove essa consista esclusivamente nella locazione di immobili di proprietà, senza svolgimento di una attività di intermediazione immobiliare, non rientrando nel settore terziario per la mancanza di un’attività di scambio e/o prestazione di servizi.