La Corte di Cassazione Penale, Sez. III, con la recente sentenza del 15 ottobre 2013 n. 42350 ha chiarito che il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente ex articolo 19, secondo comma, D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 non può essere disposto su beni appartenenti alla persona giuridica ove si proceda per violazioni finanziarie commesse dal suo legale rappresentante.
Ciò in quanto, come rilevato dalla predetta pronuncia, gli articoli 24 e ss. D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231 non includono i reati fiscali tra le fattispecie criminose in grado di giustificare il suddetto provvedimento, tranne nel caso in cui la struttura societaria sia un apparato fittizio utilizzato dal reo per commettere gli illeciti così che ogni bene intestato alla società sia invece immediatamente riconducibile alla disponibilità dell’autore del reato.
La Suprema Corte dunque, sulla base del sopra richiamato principio, nella sentenza in esame ha stabilito la non confiscabilità dei beni della società per l’omesso versamento IVA commesso dall’amministratore, anche se in favore dell’azienda stessa.