La Corte d’Appello di Milano, con la sentenza del 18 giugno 2012 n. 1824 ha stabilito che in presenza della commissione di un reato non può automaticamente escludersi l’idoneità e validità del modello organizzativo dell’ente, ma occorre verificare la causa dell’elusione che ha agevolato la consumazione del reato, in quanto «se l’elusione sia stata fraudolenta, la prevenzione del reato con esso attuata dovrà essere considerata efficace e la società non dovrà rispondere amministrativamente del reato».
In merito la Corte sottolinea come l’elaborazione di un modello organizzativo idoneo esclude che in concreto, in relazione alla commissione di reati da parte di personale dipendente da soggetti apicali dell’organizzazione, possa configurarsi un difetto di direzione e vigilanza come causa di agevolazione dei reati. Questo, però, continua la sentenza, non basta ad esimere la società dalla responsabilità amministrativa, essendo anche necessaria «l’istituzione di una funzione di vigilanza sul funzionamento e sull’osservanza di modelli attribuita ad un organismo dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo».
Difatti, sottolinea il giudice di secondo grado, al di là dell’etichetta formale che si attribuisce al modello, «ciò che importa è che il modello presenti il contenuto minimo essenziale … cioè un organo di controllo e protocolli di decisione, un sistema disciplinare, procedure che regolino flussi informativi verso l’organismo di Vigilanza e prevedano veri e propri obblighi di informazione, precisa individuazione delle aree di rischio».
Nello stesso tempo, però, la Corte d’Appello precisa che un modello non può ritenersi «inefficace per il solo fatto che da parte dei responsabili della persona giuridica siano stati commessi degli illeciti … perché altrimenti l’esimente non avrebbe mai pratica applicazione». Difatti, continua la sentenza, è necessario verificare le modalità di compimento dei reati, in quanto una condotta che abbia eluso fraudolentemente le procedure previste dal modello, proprio perché fraudolenta, difficilmente poteva essere impedita dal modello organizzativo e da un organismo di vigilanza, seppur validi ed efficaci.
Sulla base di tali principi, la Corte d’Appello ha escluso la responsabilità di una società in ordine ai reati di aggiotaggio posti in essere dai responsabili della società, commessi in un breve arco di tempo, mediante un’elusione fraudolenta da parte dei vertici del modello stesso mediante manipolazioni di dati forniti dagli uffici competenti da parte dei responsabili della società, in quanto ha riconosciuto che il modello organizzativo adottato era valido ed efficace, ma è stato violato ed eluso fraudolentemente dai vertici della società ed «il comportamento fraudolento in quanto tale non può essere impedito da nessun modello organizzativo e in particolare nemmeno dal più diligente organismo di vigilanza».