il nostro Studio Legale Villa Isoldi & Associati in collaborazione con lo Studio Marchini Srls – consulenza del lavoro ha elaborato un approfondimento sulle principali misure a favore del lavoro contenute nel Decreto Legge del 17 marzo 2020, n.18 (CURA ITALIA)

Il Decreto prevede in primo luogo un’estensione della possibilità, per le imprese, di ricorrere ai principali ammortizzatori sociali: CIGO (cassa integrazione guadagni ordinaria), FIS (fondo integrazione salariale) e CIG in deroga.

Le misure interessano tutti i lavoratori assunti ed in forza alla data del 23 febbraio 2020, ad esclusione dei lavoratori domestici.

Tali strumenti sono soggetti a limiti di spesa, anche in via prospettica, è quindi fondamentale essere seguiti da professionisti esperti in grado di predisporre le domande in modo corretto e veloce.

Il Decreto contiene inoltre altre importanti previsioni a tutela del lavoro,  inerenti, tra l’altro, ai congedi parentali, ai collaboratori coordinati e continuativi e ai professionisti, alla sospensione dei termini per i contributi, ai licenziamenti individuali e collettivi.

 

A. Il punto sugli ammortizzatori sociali per l’emergenza COVID-19

Il Decreto Legge del 17 marzo 2020, n.18 estende la possibilità di ricorso agli ammortizzatori sociali per le imprese, in particolare con riferimento a CIGO (cassa integrazione guadagni ordinaria), FIS (fondo integrazione salariale) e CIG in deroga.

Le misure interessano tutti i lavoratori assunti ed in forza alla data del 23 febbraio 2020, ad esclusione dei lavoratori domestici. A tale proposito la Circolare INPS 47/2020 del 28/3/2020, con riferimento alla Cassa Integrazione Ordinaria ed all’assegno ordinario FIS, precisa che la tutela opera anche per i lavoratori assunti dopo il 23 febbraio 2020 a seguito di cambio appalto.

In estrema sintesi le misure riguardano le aziende in base alla seguente classificazione:

  • CIGO: datori di lavoro appartenenti ai settori Industria e Edilizia
  • FIS: aziende con più di 5 dipendenti che versano all’Inps la quota del Fondo di Integrazione salariale e non rientrano nel campo di applicazione dei settori Industria e Edilizia
  • CIG in deroga: tutti i datori di lavoro non rientranti nella CIGO o nel FIS e che hanno meno di 5 dipendenti.

La durata massima per tutte e tre le misure è di 9 settimane e la domanda di accesso può essere retroattiva alla data del 23 febbraio oppure a decorrere dalla data di sospensione dell’attività lavorativa o dalla riduzione delle ore lavorative. Le domande di cassa integrazione possono essere presentate entro il mese di agosto.

Per le domande di CIGO e di FIS è prevista la sola comunicazione informativa ai sindacati maggiormente rappresentativi che hanno la possibilità di rispondere entro tre giorni, ma la mancanza di risposta o di accordo non è ostativa alla domanda di cassa integrazione. Analoga previsione per la Cassa Integrazione in deroga, come precisato dall’INPS con la sopra citata circolare 47/2020.

Gli ammortizzatori sociali descritti sono soggetti a limiti di spesa, anche in via prospettica, è quindi fondamentale essere seguiti da professionisti esperti in grado di predisporre le domande in modo corretto e veloce.

Per i lavoratori che godono degli ammortizzatori è prevista la contribuzione figurativa.

Il pagamento è effettuato direttamente dall’Inps nei confronti del lavoratore con la possibilità, nei casi della CIGO e della FIS, di optare per l’anticipo da parte del datore di lavoro e successivo conguaglio.

Un aspetto molto delicato è costituito dal rapporto tra questi ammortizzatori sociali ed altre opzioni di cui il datoredi lavoro dispone (in primo luogo ferie e congedi).

Cominciamo col dire che il DPCM dell’8 marzo 2020 raccomanda alle imprese private e la Pubblica Amministrazione di “promuovere … la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e ferie” ferma restando la possibilità di ricorrere alla modalità di lavoro smartworking (cfr. art. 1, comma 1 lett. e).

In linea generale né tale previsione né le norme ordinarie conferiscono al datore di lavoro il potere di decidere unilateralmentel’adozione di ferie o permessi. In particolare per le ferie dovrà distinguersi tra ferie non maturate (che si ritiene non possano essere utilizzate) e ferie maturate, che possono essere disposte dal datore di lavoro, ma tenendo conto degli interessi del lavoratore (articolo 2109 c.c.). Per i congedi ed i permessi, di cui si parlerà anche oltre, in mancanza di una disciplina unitaria, dovrà farsi riferimento alle singole norme che li disciplinano, per lo più nell’interesse del lavoratore. E’ necessario ricordare anche che tutti questi istituti sono regolamentati anche dai CCNL, di cui dovrà tenersi conto.

Quanto al rapporto tra tali istituti e gli ammortizzatori sociali,  la circolare dell’INPS 47/2020 del 28 marzo ha precisato che come per la CIGO e l’assegno ordinario FIS, anche per la Cassa Integrazioine in deroga, l’eventuale presenza di ferie pregresse non è ostativa all’accoglimento dell’istanza.

Pertanto il consiglio ai datori di lavoro è di presentare senza indugio le domande per beneficiare degli ammortizzatori sociali, senza necessità di esaurire preventivamente le ferie residue; in alternativa è sempre consigliabile concordare con i lavoratori l’utilizzo di ferie e permessi, favorendoli laddove possibile.

B. Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori (congedi, permessi, bonus baby-sitting e indennità – artt. 23, 24 27, 28, 30 e 63)

Il Decreto Legge in esame prevede ulteriori tutele a favore dei lavoratori incentrate principalmente nella fruizione di congedi, indennità, bonus per servizi di baby-sitting e permessi.

       1. Congedo

Per l’anno 2020 a decorrere dal 5 marzo, in conseguenza della sospensione delle attività scolastiche, è previsto un congedo di 15 giorni, per un periodo continuativo o frazionato, a favore dei genitori lavoratori, anche affidatari, del settore privato con figli di età non superiore ai 12 anni, per il quale è riconosciuta una indennità variabile:

  • per i genitori lavoratori dipendenti è riconosciuta un’indennità pari al 50 per cento della retribuzione e con contribuzione figurativa;

  • per i genitori lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, per ciascuna giornata indennizzabile, l’indennità è pari al 50 per cento di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità;

  • per i genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS, per ciascuna giornata indennizzabile, l’indennità è commisurata al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto.

Il suddetto congedo può essere fruito alternativamente da entrambi i genitori, ma a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dell’attività scolastica, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro. In questo caso però non prevista indennità, né riconoscimento di contribuzione figurativa.

Anche i genitori lavoratori dipendenti del settore pubblico hanno diritto a fruire dello specifico congedo e della relativa indennità, le cui modalità di fruizione sono stabilite dall’amministrazione pubblica con la quale intercorre il rapporto di lavoro.

I suddetti limiti di età non si applicano ai figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

      2. Bonus baby-sitting

La normativa prevede che in alternativa al congedo, i genitori lavoratori possono scegliere di usufruire di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro. Il bonus è riconosciuto anche ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.

Il medesimo bonus è riconosciuto anche ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.

Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, (medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, di radiologia medica e gli operatori sociosanitari), il bonus baby-sitting per i figli fino a 12 anni di età, sempre in alternativa al suddetto congedo, è riconosciuto nel limite massimo complessivo di 1000 euro. La disposizione si applica anche al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

       3. Indennità

La normativa prevede anche l’erogazione di un’indennità, a ristoro delle mancate o minori entrate per il mese di marzo, pari a 600 euro a favore di:

  • liberi professionisti titolari di partita ivaattiva almeno dal 23 febbraio 2020 ed iscritti alla gestione separata;
  • lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi ed iscritti alla Gestione separata almeno dal 23 febbraio 2020;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (Assicurazione Generale Obbligatoria), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;

La suddetta indennità è erogata dall’INPS su domanda del lavoratore e non concorre alla formazione del reddito.

Va poi rilevato che a favore dei lavoratori dipendenti che possiedono un reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore a 40.000 euro, è riconosciuto per il mese di marzo 2020 un premio di 100 euro, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese. Tale premio non concorre alla formazione del redditi.

 

C. Ulteriori misure (sospensione pagamenti contributi previdenziali e sospensione licenziamenti – artt. 37, 46 e 47).

1. Sospensione dei pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei  premi per l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori domestici 

Il decreto in esame prevede la sospensione dei termini per i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020. I pagamenti dovranno essere effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi. Non è previsto invece il rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati.

 

2. Sospensione delle procedure di licenziamento collettivo ed individuale

La normativa dispone il blocco delle nuove procedure di licenziamento collettivo e la sospensione di quelle in corso avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Sino alla scadenza del suddetto termine, il datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, non può licenziare per giustificato motivo oggettivo.

Restano sempre ammessi i licenziamenti disciplinari (per giusta causa o giustificato motivo soggettivo).

L’articolo riporta erroneamente in rubrica il riferimento alla sospensione dell’impugnazione dei licenziamenti che non è invece prevista.

Inoltre, fino al 30 aprile 2020, l’assenza dal posto di lavoro da parte di uno dei genitori conviventi con una persona con disabilità non costituisce giusta causa di licenziamento se preventivamente comunicata e motivata l’impossibilità di accudire la persona con disabilità a seguito della sospensione delle attività dei Centri semiresidenziali.

***   ***   ***

Sperando di avervi fornito delle utili indicazioni, siamo comunque a vostra disposizione per il necessario ausilio in questo periodo emergenziale, anche con canali di comunicazione a distanza per audio e video conferenze, oltre che con i nostri abituali contatti email e telefonici.

Cordiali saluti.