L’Italia ha ratificato con la legge  2 luglio  2010,  n.  108  (pubblicata sulla G.U.  n.  163 del 15 luglio 2010 ed entrata in vigore il 30 luglio 2010), la Convenzione europea sulla lotta alla tratta di esseri umani, sottoscritta a Varsavia il 16 maggio 2005, per contrastare il fenomeno del traffico e della riduzione in schiavitù, legato allo sfruttamento della prostituzione e al prelievo e traffico di organi.

Con questo intervento legislativo, che completa l’adeguamento alla normativa internazionale, viene introdotto nel codice penale l’articolo 602-ter che disciplina le circostanze aggravanti per i reati di riduzione e mantenimento in schiavitù o servitù (art. 600), tratta di persone (art. 601), acquisto e alienazione di schiavi (art. 602).
Costituiscono ora aggravanti dei reati suddetti con aumento della pena da un terzo alla metà:

  • la minore età della persona offesa;
  • lo sfruttamento della prostituzione della vittima o il fine di sottoporre la stessa al prelievo di organi;
  • il grave pericolo per la vita o l’integrità fisica o psichica della persona offesa;
  • la falsificazione di documenti al fine di realizzare o agevolare i delitti sopra descritti.