Il DPCM del 10 aprile 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n° 97 dell’11 aprile 2020, ha disposto il prolungamento delle misure restrittive sino al 3 maggio 2020. Esso ha effetto dal 14 aprile al 3 maggio. Il decreto contiene, tra l’altro, alcune previsioni di interesse per le attività economiche.

Poche le novità in merito alle attività che possono riaprire dal 14 aprile. Per il commercio al dettaglio, i settori aperti sono indicati nell’allegato 1: riaprono librerie, cartolerie e negozi di vestiti per bambini e neonati.

Per gli esercizi commerciali sono ribadite le misure di sicurezza già emanate da tempo (allegato 5: distanziamento, sanificazione, aereazione ecc.).

Prevista inoltre, quanto alle attività produttive, la riapertura delle attività nei settori della silvicoltura (con la produzione delle relative macchine), dell’industria del legno (ma restano esclusi i mobili) e della paglia, dell’ingegneria civile per quanto riguarda le opere idrauliche, della fabbricazione di componenti, di schede elettroniche, di computer e di unità periferiche, nonché della carta, dei fertilizzanti, della cura e manutenzione del paesaggio e delle organizzazioni e organismi extra territoriali. Le attività consentite sono indicate, come per il decreto precedente (DPCM 11 marzo 2020), con il codice ATECO (allegato 3).

Confermata la possibilità di proseguire le attività sospese, se organizzate in modalità a distanza o di lavoro agile. Confermato altresì il regime delle attività consentite. Così, ad esempio, possono proseguire quelle attività funzionali a quelle consentite, ad alcune filiere strategiche (aerospazio, difesa ecc.) nonché ai servizi di pubblica utilità ed essenziali, previa comunicazione al Prefetto.

Il decreto ribadisce l’obbligo, per le imprese attive, di rispettare il protocollo condiviso tra le parti sociali sulle misure di contrasto e contenimento del Coronavirus, siglato il 14 marzo.

Sono confermate nella sostanza le limitazioni degli spostamenti per i cittadini.

Si ribadiscono in particolare gli obblighi per i soggetti che facciano ingresso in Italia, in primo luogo l’obbligo di comunicazione all’Autorità Sanitaria e la c.d. quarantena, nonché specifici obblighi di comunicazione al vettore all’atto dell’imbarco.

Alcuni Governatori regionali hanno emanato ordinanze modificative come quella del Lazio che posticipa al 20 aprile le attività al dettaglio su indicate.