Tematica: Lavoro e previdenza

  • Motivazioni del licenziamento

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 14 giugno 2010, n. 14212 ha ribadito che i principi di specifica contestazione preventiva degli addebiti e di necessaria corrispondenza fra quelli contestati e quelli addotti a sostegno del licenziamento disciplinare, posti dalla Legge n. 300 del 1970, articolo 7 a tutela del lavoratore, non escludono successive modificazioni dei fatti contestati qualora riguardino circostanze non configuranti una diversa e più grave fattispecie di i...

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  • Reintegra in caso di fusione incorporazione

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 2 settembre 2010, n. 19000 ha stabilito che non sempre la fusione societaria è di ostacolo alla reintegra del lavoratore illegittimamente licenziato. Va premesso che, qualora nel corso del giudizio per impugnazione del licenziamento intervenga la cessazione dell’attività del datore di lavoro, il giudice, sebbene riconosca l’infondatezza del licenziamento, non potrà disporre la reintegra del lavoratore, ma soltanto il risarcimento de...

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  • Potere di recesso durante il patto di prova

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro Civile, con la Sentenza del 17 novembre 2010, n. 23224 ha ribadito che, in base all'articolo 2096 del Codice Civile e all’articolo 10 della Legge n. 604 del 1966, il rapporto di lavoro subordinato costituito con patto di prova è sottratto, per un periodo massimo di sei mesi, alla disciplina dei licenziamenti individuali, ed è caratterizzato dal potere di recesso del datore di lavoro, senza alcun obbligo di fornire al lavoratore la motivazione del recesso...

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  • Licenziamento e cessione di azienda

    La Corte di Cassazione, Sez. lavoro civile, con la sentenza del 8 febbraio 2011, n. 3047 ha stabilito che il licenziamento intimato anteriormente al trasferimento d'azienda o un ramo della stessa, qualora sia successivamente travolto dalla sentenza di annullamento, comporta che il rapporto di lavoro ripristinato tra le parti originarie si trasferisce, ai sensi dell'articolo 2112 del Codice Civile, in capo al cessionario. Con tale decisione la Suprema Corte ha ribaltato la sentenza della Cort...

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  • Principi di correttezza e buona fede nel licenziamento

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 28 marzo 2011 n. 7046 ha stabilito che il giustificato motivo oggettivo di licenziamento è rimesso alla valutazione del datore di lavoro, senza che il giudice possa sindacare la scelta dei criteri di gestione dell'impresa, in quanto espressione della libertà di iniziativa economica prevista dall'art. 41 della Costituzione. Al giudice spetta, invece, il controllo dell'effettiva sussistenza del motivo addotto dal datore di lavoro, sul ...

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  • La conversione in part time rientra nella discrezionalità del datore

    La Corte di Cassazione Sezione Lavoro, con la sentenza del 4 maggio 2011 n. 9769, ha stabilito che il lavoratore non ha diritto alla trasformazione del contratto in part time se secondo il giudizio del datore non sussistono adeguate esigenze organizzative e produttive che lo permettono. Dunque, la Suprema Corte nella sentenza sopra richiamata afferma il principio secondo il quale "va escluso il diritto del dipendente di sindacare le decisioni datoriali in ordine alla sussistenza o meno delle...

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  • Potere del datore di ricorrere ad agenzia investigativa

    La Corte di Cassazione Civile Sezione Lavoro, con la sentenza n. 12489 dell’8 giugno 2011, è intervenuta in ordine alla possibilità del datore di lavoro di ricorrere ad agenzie investigative al fine di controllare i dipendenti. Tale sentenza, richiamando il costante orientamento della Suprema Corte, ribadiva il principio secondo cui le disposizioni dell'art. 2 dello statuto dei lavoratori, nel limitare la sfera di intervento delle persone preposte dal datore di lavoro a tutela del patrimonio...

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  • Il licenziamento ritorsivo è da ritenersi discriminatorio

    La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con la sentenza del 3 agosto 2011, n. 16925 ha stabilito che della definizione di “licenziamento discriminatorio” vada data una interpretazione estensiva, fino a ricomprendervi anche il licenziamento per ritorsione o rappresaglia che, come evidenziato dalla Corte Suprema, si configura ogni qual volta il provvedimento espulsivo nei confronti del lavoratore trovi ragione unicamente in comportamenti o richieste del dipendente sgraditi all'imprenditore. Nel c...

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  • Anche per il licenziamento del dirigente necessario valutare la sussistenza della giusta causa

    La Corte di Cassazione Sezione lavoro, con la sentenza 18 maggio-19 settembre 2011 n.19074 mette a fuoco la differenza tra giusta causa di licenziamento (articolo 2119 codice civile) e giustificatezza del licenziamento, nozione quest’ultima che è prevista dalla contrattazione collettiva per i dirigenti e la cui sussistenza è rilevante ai fini del riconoscimento dell’indennità supplementare. La Corte precisa che le due nozioni non sono affatto coincidenti. Mentre la giusta causa consiste in un...

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  • Legge di stabilità 2012: meno vincoli sul lavoro part-time

    La Legge 12 novembre 2011 n. 183 (c.d. legge di stabilità 2012), fra le altre disposizioni, prevede due modifiche alla normativa sul contratto di lavoro a tempo parziale. La prima modifica riguarda l’abrogazione delle lettere a) e b) del comma 44 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 247, che aveva modificato a suo tempo la normativa sul contratto part-time (decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61), così facendo riacquistare efficacia alle disposizioni anteriori, con le quali ...

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  • Soci cooperative: la 14° non rientra nel trattamento minimo

    Il Tribunale di Roma, Sez. Lavoro, con la sentenza del 24 novembre 2011 n. 19311, in merito alle società cooperative, ha stabilito che nell'ambito del trattamento economico minimo da garantire al socio lavoratore non vi rientra la 14° mensilità. Difatti, ha evidenziato il Tribunale, la 14° mensilità non è da ricomprendere, secondo la prevalente giurisprudenza di merito, nel concetto di equa retribuzione di cui all'articolo 36 della Costituzione. Inoltre, continua la sentenza, l'articolo 3 d...

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  • Escluso il contributo di mobilità per il cessionario del ramo dell'azienda

    La Corte di Cassazione, Sez. lavoro, con la sentenza del 30 dicembre 2011, n. 30664, richiamando una precedente statuizione, ha ribadito che il beneficio contributivo legato alla mobilità, previsto dall'articolo 8, comma 4, della Legge 23 luglio 1991, n. 223 «non spetta al datore di lavoro il quale, essendo affittuario dell'azienda del precedente datore di lavoro che abbia collocato in mobilità i suoi dipendenti proceda all'assunzione di quest'ultimi, atteso che in tal caso la riassunzione ri...

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  • Più facile documentare i rimborsi per i costi chilometri

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 20 febbraio 2012 n. 2419 ha diminuito la burocrazia in azienda. Infatti, grazie a tale sentenza, diventa più facile tenere la contabilità per i rimborsi chilometrici dei dipendenti che svolgono il proprio lavoro spostandosi in auto sul territorio. Tale questione non è di poco conto perché, fino ad oggi, l’Inps in assenza di una documentazione che attestasse giorno per giorno i km percorsi ed i clienti visitati, inseriva automaticam...

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  • Natura sanzionatoria dell'indennità per nullità del contratto a termine

    La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con la sentenza del 31 gennaio 2012, n. 1411 si è espressa in merito alla natura da attribuire all’indennità spettante al lavoratore a seguito della declaratoria di nullità del termine apposto al contratto. Preliminarmente la Corte Suprema ricorda come la Legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato lavoro), all’articolo 32, comma 5 dispone che nei casi di conversione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato a seguito di nulli...

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  • Cessate le restrizioni per l'assunzione di lavoratori bulgari e romeni

    Dal 1 gennaio 2012 i cittadini bulgari e romeni potranno essere assunti con qualsiasi contratto senza dover richiedere il preventivo nulla osta. In merito si ricorda che quando la Bulgaria e la Romania sono entrati a far parte della UE, il Governo italiano, a partire dal 1 gennaio 2007 aveva previsto una regime transitorio della durata di un anno, prorogato di anno in anno, che prevedeva una apertura immediata per alcuni settori (agricolo e turistico alberghiero, lavoro domestico e di assist...

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  • Regime di prescrizione dei contributi previdenziali

    L’Inps con la circolare del 2 marzo 2012, n. 31 ha fornito alcuni chiarimenti e precisazioni in merito al termine prescrizionale dei contributi previdenziali ed ai mezzi di tutela del lavoratore. Innanzitutto, l’Istituto ha evidenziato che a decorrere dal 1° gennaio 1996, in via generale i contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni dal giorno di scadenza del versamento. Tuttavia, rileva la circolare in esame, in base all’orientamento consolidato della giurisprudenza, nel caso di...

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  • La contribuzione previdenziale è sempre legata alle mansioni effettivamente svolte

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 17 aprile 2012 n. 6001, ha chiarito il principio secondo il quale l’autonomia del rapporto previdenziale impone sempre il pagamento dei contributi in misura piena, non rilevando un diverso accordo fra lavoratore e dipendente. Con questa motivazione la Corte di Cassazione ha accolto un ricorso dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani che lamentava i mancati versamenti da parte di un editore nei confronti di una propria d...

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  • Indennità sostitutiva della reintegra incompatibile con il risarcimento per licenziamento successivo

    La Corte di Cassazione, Sez. lavoro, con la sentenza del 31 maggio 2012 n. 8688, ha ritenuto illegittimo il cumulo di risarcimenti da successivi licenziamenti nel caso in cui il lavoratore, a seguito di un primo licenziamento, abbia chiesto di percepire le quindici mensilità in luogo della reintegra. La vicenda riguarda un lavoratore assunto con un contratto a termine senza alcuna indicazione delle ragioni giustificative dell’apposizione del termine. Qualche giorno prima della scadenza, la s...

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  • L'ordine di reintegro implica la ripresa dell'attività lavorativa

    La Corte di Cassazione con la sentenza del 18 giugno 2012, n. 9966 ha stabilito che ottemperare all'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di un illegittimo licenziamento, non può significare il solo pagamento della retribuzione, ma anche il ripristino del rapporto di lavoro nella sua pienezza, consentendo l'esercizio dell'attività lavorativa. La questione nasce dall’applicazione da parte dell’Inps della sanzione prevista dall'ultimo comma dell'art. 18 della Legge 300 del 197...

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  • Riforma del lavoro: contratti a tempo determinato

    La riforma del lavoro, introdotta dalla Legge 92/2012, riguarda anche i contratti a tempo determinato (Art. 1 commi da 9 a 13). Le principali novità riguardano: -    l’esclusione, per il solo primo contratto di lavoro, del requisito della sussistenza di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo (acausalità), purché esso sia di durata non superiore ai dodici mesi, ovvero negli altri casi previsti dai Ccnl quando l’assunzione avvenga nell’ambito di particolari pro...

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  • Riforma del lavoro: partite Iva

    La riforma del lavoro, introdotta dalla Legge 92/2012, coinvolge anche le partite Iva (Art. 1 comma 26) Le principali novità sono: -    vengono considerati rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, ricadendo, quindi, nella disciplina dei contratti a progetto, se ricorrono almeno due dei seguenti requisiti: a)  che la collaborazione abbia una durata complessivamente superiore a otto mesi nell’arco dell’anno solare; b)  che il corrispettivo, anche se fatturato a più soggetti ric...

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  • Riforma del lavoro: dimissioni

    La riforma del lavoro, introdotta dalla Legge 92/2012, riguarda anche la disciplina delle dimissioni (Art. 4 commi da 16 a 23) Le maggiori novità riguardano: -    la risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali -    negli altri...

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  • Riforma del lavoro: licenziamenti

    La riforma del lavoro, introdotta dalla Legge 92/2012, riguarda anche la disciplina dei licenziamenti (Art. 4 commi da 37 a 46) Le principali novità sono: -    quanto ai licenziamenti disciplinari, vengono distinti tre casi:  a)  quando l’illegittimità dipende dalla mancanza del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa per l’insussistenza del fatto contestato o perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa, è prevista, per chi ha più di 15 dipend...

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  • Riforma del lavoro: contratti a progetto

    La riforma del lavoro, introdotta dalla Legge 92/2012, riguarda anche i contratti a progetto (Art. 1 commi da 23 a 25) Le novità più importanti sono: - il progetto deve essere funzionalmente collegato a un determinato risultato finale, non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente e non può comportare lo svolgimento  di compiti meramente esecutivi o ripetitivi; - non è più prevista la stipula per un programma o fase di lavoro.

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  • Decorrenza comunicazione UNILAV per dimissioni e licenziamento

    Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la Circolare del 12/10/2012 prot. 37/0018273, ha chiarito alcuni aspetti relativi al momento in cui sorge l’obbligo per il datore di lavoro di comunicare «entro cinque giorni successivi», con modello UNILAV, al Centro per l’impiego, la cessazione del rapporto di lavoro, come previsto dall’art. 21 della Legge 29 aprile 1949, n. 264. Le incertezze sulla data di cessazione del rapporto, e quindi sulla decorrenza del suddetto obbligo di comun...

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  • Il lavoratore può usare documenti aziendali riservati per difendere un proprio diritto

    La Corte di Cassazione, Sez. lav., con la sentenza del 16 novembre 2012, n. 20163, ha ritenuto che l’utilizzo del lavoratore di documenti aziendali riservati al fine di esercitare propri diritti, non costituisce violazione dell'obbligo di fedeltà nei confronti del datore di lavoro. La fattispecie nasce dal licenziamento intimato a un dipendente di una banca a cui veniva contestato di essersi abusivamente impossessamento di documentazione aziendale riservata, tra cui la corrispondenza via ema...

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  • Giustificato il licenziamento del dirigente anche con attribuzione delle mansioni ad altri

    La Corte di Cassazione, Sez. lav., con la sentenza del 26 novembre 2012, n. 20856, stabiliva che, ai fini della valutazione della giustificatezza del licenziamento intimato al dirigente per ragioni di ristrutturazione aziendale, «è irrilevante la circostanza che le mansioni da questi precedentemente espletate vengano affidate ad altro dirigente in aggiunta a quelle sue proprie». La Corte di Cassazione rilevava che la valutazione della legittimità del licenziamento di un dirigente deve fondar...

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  • Disciplina sul licenziamento per gli pseudodirigenti

    La Corte di Cassazione, Sez. Lav., con la sentenza del 23 novembre 2012, n. 20763, ha ribadito che la disciplina limitativa del potere di licenziamento prevista dalla Legge n. 604 del 1966 e dalla Legge n. 300 del 1970, non si applica ai dirigenti convenzionali, ivi compresi i dirigenti apicali e i dirigenti medi o minori. Viceversa, sottolinea la sentenza in esame, la suddetta disciplina sui licenziamenti trova applicazione nei confronti dei c.d. pseudodirigenti, ossia coloro che, sebbene f...

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  • Risarcibile il lavoratore per vessazioni anche senza mobbing

    Con la sentenza n. 18987 del 5 novembre 2012 la Corte di Cassazione Sezione Lavoro ha allargato le maglie, sinora abbastanza  strette, per far valere il diritto al risarcimento del danno in conseguenza di comportamenti vessatori e mortificanti per il lavoratore, riconoscendone la risarcibilità anche qualora non sia configurabile il “mobbing”. La Corte ricorda che per esservi mobbing il lavoratore deve provare: a) una serie di comportamenti di carattere persecutorio che, con intento vessatori...

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  • Sospensione soci lavoratori per crisi aziendale

    La Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro, con l’Interpello del 24 gennaio 2013, n. 1/2013, ha precisato che il regolamento interno delle cooperative di produzione e lavoro «in caso di riduzione dell’attività lavorativa per cause di forza maggiore o di circostanze oggettive, ovvero nelle ipotesi di crisi determinate da difficoltà temporanee della cooperativa», può prevedere la sospensione del rapporto di lavoro del socio, ossia la «sospensione delle reciproche ob...

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  • Risarcimento per mancata reintegra per licenziamento illegittimo

    La Corte di Cassazione, Sez. lavoro, con la sentenza del 15 aprile 2013, n. 9073, ha stabilito che nel regime della tutela reale previsto dall’articolo 18 della Legge n. 300 del 1970 (cd. Statuto dei lavoratori), in presenza di un licenziamento illegittimo, la previsione del danno in favore del lavoratore pari alla retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento a quello della reintegrazione, non esclude che al lavoratore sia riconosciuto anche il diritto al risarcimento del danno ...

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  • Chiarimenti del Ministero su lavoro accessorio e voucher

    Con la Circolare del 22 aprile 2013, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha indicato alcuni orientamenti interpretativi della Legge del 28 giugno 2012, n. 92 (cd. Riforma Fornero). Fra i vari argomenti trattati, il Ministero ha evidenziato le principali novità introdotte dalla Riforma in ordine al lavoro accessorio ed ai voucher. La Circolare in esame ha ricordato che, ai sensi dell'articolo 70 del Decreto Legislativo del 10 settembre 2003, n. 276 (“Attuazione delle deleghe in...

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  • Legittimo il licenziamento per assenza ingiustificata di quattro giorni

    La Corte di Cassazione, Sez. lavoro, con la sentenza del 7 maggio 2013, n. 10552, confermando la sentenza della corte d’appello, ha ritenuto legittimo il licenziamento di un dipendente di una ditta di pulizie risultato assente ingiustificato per quattro giorni, ipotesi prevista anche nel CCNL di categoria. Secondo la Cassazione, la norma del contratto collettivo con cui si sanziona l’assenza ingiustificata con il licenziamento, tutela «l'affidamento che il datore di lavoro deve poter riporre...

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  • Cambio appalto e licenziamento

    La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con la sentenza del 4 giugno 2013, n. 14010, stabilisce che ove il contratto collettivo preveda, per l'ipotesi di cessazione dell'appalto, l’assunzione dei lavoratori alle dipendenze dell'impresa subentrante, detta tutela non esclude, ma si aggiunge, a quella prevista per i licenziamenti. Sulla base di tale principio, la Cassazione precisa che sussistono per il precedente appaltatore i limiti posti dalla legge all'esercizio del suo potere di recesso, non ...

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  • Distacchi semplificati e codatorialità nei contratti di rete

    In sede di conversione del Decreto legge 28 giugno 2013, n. 76 (c.d. Decreto Lavoro) nella Legge 9 agosto 2013, n. 99, pubblicata nella G.U. n.196 del 22/08/2013 ed entrata in vigore il 23/08/2013, sono state introdotte due importanti novità in materia di lavoro nell’ambito dei contratti di rete fra imprese. Innanzitutto, all’art. 30 del Decreto Legislativo n. 276/2003 (cd. Riforma Biagi) è stato inserito il comma 4-ter con il quale si prevede che nel distacco di personale nell’ambito di azi...

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  • Elementi tipici della qualifica di dirigente

    La Corte di Cassazione, Sez. Lav., con la sentenza del 9 settembre 2013, n. 20600, ha ribadito gli elementi specifici che caratterizzano la qualifica di dirigente e che lo distinguono dall’amministratore e dall'impiegato con funzioni direttive. In particolare, la Corte Suprema, richiamando anche precedenti suoi pronunciamenti, evidenzia come la «qualifica di dirigente spetta al prestatore di lavoro che, come alter ego dell'imprenditore, sia preposto alla direzione dell'intera organizzazione ...

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  • Termine di impugnazione del licenziamento anche per i dirigenti

    Il Tribunale di Milano, Sez. lav., con la sentenza del 16 luglio 2013 n. 2797 ha ritenuto applicabili anche al dirigente, i termini di decadenza previsti per l’impugnazione del licenziamento. Il Tribunale di Milano ricorda innanzitutto che il primo comma dell’articolo 32, della Legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. "Collegato Lavoro"), nel modificare il primo e il secondo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ha innovato la disciplina dell'impugnativa dei licenziamenti indi...

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  • Legittimo licenziamento per outsourcing

    La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, con la sentenza del 28 ottobre 2013 n. 24259, si è pronunciata in merito alla legittimità di un licenziamento a seguito di una riorganizzazione aziendale che ha comportato una esternalizzazione di alcuni servizi (c.d. outsourcing). Nel caso di specie, la banca datrice di lavoro, a seguito della esternalizzazione delle principali attività del servizio informatico, con affidamento ad una società interbancaria, aveva disposto il licenziamento per giustificat...

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  • Non sanzionabile errata indicazione retribuzione su modello UNILAV

    Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con nota del 10 gennaio 2014, n. 489, in risposta al quesito formulato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ha chiarito alcuni aspetti relativi alla compilazione del modulo con il quale i datori di lavoro devono comunicare l’instaurazione, la proroga, la trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro (c.d. UNILAV). Le incertezze che hanno portato l’Ordine dei Consulenti del Lavoro ad adire il Ministero, sono ...

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  • Illegittima l'esclusione dei dirigenti dalla legge sui licenziamenti collettivi

    La Corte di Giustizia Europea, Sez. II, con la sentenza del 13 febbraio 2014, nella causa C-596/2012, promossa dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia, ha dichiarato illegittima l’esclusione dei dirigenti dalla procedura prevista dalla normativa italiana sui licenziamenti collettivi (legge 223/1991), perché in violazione degli obblighi imposti dalla normativa europea sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi (articolo 1, paragr...

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  • Inasprimento sanzioni per lavoro nero

    Il Decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito dalla Legge 21 febbraio 2014, n. 9 (in Gazz. Uff., 21 febbraio 2014, n. 43), ha inasprito le misure per il contrasto del lavoro sommerso o irregolare. La normativa in esame ha innanzitutto disposto un aumento del 30% della sanzione amministrativa prevista in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del dat...

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  • Contratto a termine convertito in legge il Jobs Act

    Il 20 maggio 2014 è entrata in vigore la legge 16 maggio 2014 n. 78 di conversione del decreto legge 20 marzo 2014, n. 34 (c.d. Jobs Act), con il quale sono state introdotte importanti novità in materia di contratti di lavoro a termine. Acausalità Fra le novità introdotte, è da evidenziare soprattutto la cancellazione dell’obbligo di indicare nel contratto a tempo determinato le esigenze di carattere tecnico, organizzativo, produttivo che hanno indotto il datore di lavoro ad apporre una s...

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  • Legittimo il licenziamento per malattie reiterate

    La Corte di Cassazione con la sentenza 18678 del 4/9/2014 tocca un tema estremamente delicato, quello del licenziamento per scarso rendimento, facendo rientrare in tale nozione anche il caso del licenziamento del lavoratore che, per reiterate malattie, fornisca una prestazione lavorativa non sufficientemente e profiquamente utilizzabile per il datore di lavoro. Il caso presenta elementi che sono meno infrequenti di quanto non possa apparire. Il lavoratore in questione aveva frequenti assenze...

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  • Reintegra nel licenziamento solo se sussiste il fatto contestato

    La Corte di Cassazione,  Sez. Lavoro, con la sentenza del 6 novembre 2014 n. 23669, ribaltando un precedente orientamento, ha fornito una importante interpretazione sulla disciplina dei licenziamenti disciplinari prevista dell’art. 18, Legge 300/1970, in merito al significato da attribuire all’insussistenza del fatto oggetto di contestazione. La Cassazione ricorda che a seguito della riforma operata dalla Legge 28 giugno 2012, n. 92 (c.d. Riforma Fornero), il Legislatore ha previsto tre div...

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  • Reiterabile il patto di prova in un successivo contratto di lavoro

    Il fatto: il lavoratore veniva assunto per svolgere le mansioni di Comandante del Corpo di Polizia Provinciale di Prato con contratto a tempo determinato per la durata di sei mesi, per sostituire il titolare assente, con un patto di prova di quindici giorni e successivamente riassunto dalla stessa amministrazione con contratto a tempo indeterminato e con un patto di prova di sei mesi. Alla scadenza di questo periodo di prova l’amministrazione risolveva il rapporto per mancato superamento dell...

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  • Speciale Jobs Act: Lo stato di attuazione

    Lo stato dell’attuazione del JOBS ACT Con i decreti approvati dal Consiglio dei Ministri il 20 febbraio 2015 prende forma la seconda parte della riforma del lavoro del Governo Renzi, il cd JOBS ACT che, stando a quanto annunciato dall’Esecutivo, avvia la modifica sostanziale del mondo del lavoro italiano, mandando definitivamente in soffitta il vecchio articolo 18 per i nuovi assunti. La riforma varata dal Governo Renzi è stata, in effetti, strutturata in due tempi: una prima fase d’inter...

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  • Speciale Jobs Act: Contratto di lavoro a tutele crescenti

    Contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti Il primo dei decreti attuativi, varato dal Governo il 20 febbraio 2015 e che entrerà in vigore a giorni, della riforma del lavoro, il cd Jobs Act, modifica in modo rilevante le regole di uscita dal lavoro subordinato. Numerose le novità tanto sostanziali che procedurali introdotte. E anzitutto importante definire quali saranno i lavoratori interessati dalla nuova disciplina. Questa in effetti riguarderà solamente: la...

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  • Speciale Jobs Act: riordino ammortizzatori sociali

    Disposizioni per il riordino degli ammortizzatori sociali Il secondo Decreto approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015 è quello recante le disposizioni che vengono a ridisegnare il quadro dei sussidi e degli aiuti previsti in caso di perdita dell’impiego, il quale oramai si ridisegna attorno a tre tipologie di ammortizzatori sociali:   1. Naspi Primo ammortizzatore sociale introdotto dal decreto è l’indennità mensile di disoccupazione denominata Nuova p...

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  • Speciale Jobs Act: prossimi provvedimenti su tipologie contrattuali e disciplina delle mansioni

    Il JOBS ACT a venire Mentre l’adozione in prima battuta dei due decreti che disciplinano “l’uscita” dal lavoro (licenziamento e ammortizzatori sociali) rispecchia l’urgenza della crisi del mondo del lavoro attuale, la disciplina relativa alla “entrata” nel lavoro e quindi il futuro (si spera) dei lavoratori italiani, è attualmente al vaglio delle Commissioni Parlamentari. Due decreti sono stati in effetti approvati in via preliminare dal Governo sulla semplificazione delle tipologie cont...

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  • Licenziamento per attività sportiva incompatibile con le mansioni lavorative

    Con la sentenza n. 144/2015 la Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per aver il dipendente svolto, nella propria vita privata e senza informare il datore, una pratica sportiva incompatibile con le sue condizioni fisiche, creando le condizioni per il rischio di aggravamento delle condizioni stesse; nella fattispecie tale comportamento era aggravato dal fatto che proprio le condizioni di salute del lavoratore avevano indotto il datore ad assegnare al dipendente m...

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  • Anticipazione del TFR in busta paga

    Il  3 aprile 2015 entrerà in vigore il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 febbraio 2015 n. 29, contenente le regole attuative per l’anticipazione in busta paga del trattamento di fine rapporto (Tfr). Il Decreto in oggetto fa seguito alla Legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilità 2015), con la quale si è introdotto il pagamento anticipato del Tfr come quota integrativa della retribuzione mensile (Quir). La suddetta quota integrativa potrà essere erogata a partir...

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  • Non dovuti contributi commercianti in assenza di attività lavorativa di carattere commerciale, abituale e prevalente

    Il Tribunale di Roma, sez. III Lavoro, Giud. dott.ssa Franchini, con sentenza del 29 ottobre 2014 n. 10125, emessa nell’ambito del procedimento RG n. 8011/2014, promosso dal nostro studio, dichiarava l’illegittimità dell’intimazione dell’INPS al pagamento dei contributi a titolo di Gestione Commercianti stabilendo che “non sussiste il presupposto per l'iscrizione alla gestione commercianti quando l’attività della società, [...], sia limitata alla mera riscossione dei canoni di un immobile, tr...

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  • Sanatoria vizi formali e rinnovo licenziamento per giustificato motivo oggettivo

    Il Tribunale di Tivoli, Sezione Lavoro, con l’ordinanza 4767/2015, di rigetto dell’impugnativa di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo (cessazione dell’attività svolta), riteneva valido il licenziamento intimato prima della conclusione della procedura obbligatoria di conciliazione innanzi la DTL, in quanto validamente rinnovato. La lavoratrice adiva il Tribunale contestando la validità del licenziamento, in quanto inviato alla lavoratrice prima dell’espletamento della procedura...

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  • JOBS ACT: decreti in via di approvazione

    Si sta per concludere l’iter di approvazione degli ultimi quattro decreti di attuazione della riforma del lavoro (Jobs act), i cui schemi sono stati approvati in prima lettura dal Consiglio dei Ministri. I decreti attengono a (1) completamento del riordino degli ammortizzatori sociali, (2) agenzia per le ispezioni, (3) politiche attive e (4) semplificazione delle procedure e adempimenti in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità e di seguito si illustrano nei punti essenziali. 1)...

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  • JOBS ACT: misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro

    Il Decreto Legislativo 15 Giugno 2015, N. 80 si articola su due assi principali di protezione, aventi ad oggetto la genitorialità e le donne vittime di violenze. Viene cosi introdotto il congedo per le donne vittime di violenza di genere ed inserite in percorsi di protezione debitamente certificati, con possibilità per le lavoratrici di astenersi dal lavoro, per un massimo di tre mesi, per motivi legati a tali percorsi, garantendo loro la retribuzione e gli altri istituti connessi. Più num...

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  • JOBS ACT: disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni

    Il Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81 sul riordino dei contratti interviene in modo sostanziale nel vivo del mondo del lavoro italiano. Numerose e di ampio respiro le novità introdotte. 1) CO.CO.CO E CO.CO.PRO Si conferma la fine delle collaborazioni coordinate continuative (co.co.co) e a progetto (co.co.pro); si salvano quelle in corso, fino a esaurimento. Infatti, dal 1° gennaio 2016 si applicherà la disciplina del lavoro subordinato ai rapporti di collaborazione che si conc...

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  • LO STATO DI ATTUAZIONE DEL JOBS ACT (aggiornamento)

    Dopo il via libera definitivo da parte del Consiglio dei ministri dell’11 giugno scorso, il 25/06/2015 sono entrati in vigore i due decreti legislativi, in attuazione del Jobs act (legge n. 183 del 10 dicembre 2014), che avevamo lasciato a febbraio all’inizio del loro iter parlamentare (Vai alla News precedente):   - Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni (D.Lgs. n. 81/2015); - Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vit...

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  • Jobs Act: disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro

    Il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 nasce con l’intento di riordinare in un unico testo di riferimento tutta la struttura delle misure legate ai c.d. ammortizzatori sociali, con contestuale abrogazione delle precedenti leggi che regolavano il regime di cassa integrazione o comunque di integrazioni salariali o ancora dei fondi di solidarietà. Queste le principali disposizioni approvate. Nuova disciplina della c.d. cassa integrazione Destinatari dei trattamenti di integra...

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  • Jobs Act: disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale

    Con il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 149 si prevede l’istituzione di una agenzia unica per le ispezioni del lavoro denominata Ispettorato Nazionale del Lavoro, con sede a Roma, a cui vengono affidate le attività ispettive già esercitate dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dall'INPS e dall'INAIL. L’Ispettorato ha personalità giuridica di diritto pubblico, è dotato di autonomia organizzativa e contabile ed è posto sotto la vigilanza del Ministro del lavoro e dell...

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  • Jobs Act: disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive

    Il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 di attuazione del c.d. Jobs Act opera in primo luogo una riorganizzazione delle strutture che gestiscono servizi per il lavoro e politiche attive. A tal fine è istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia nazionale per le Politiche Attive del lavoro (ANPAL). La rete dei servizi per le politiche del lavoro è formata dalle strutture regionali per le politiche attive del lavoro, dall’INPS, da...

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  • Jobs Act: disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità

    Il Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 151, attuativo del c.d. Jobs Act contiene tre gruppi di norme riguardanti rispettivamente: semplificazione delle procedure e degli adempienti a carico di cittadini e imprese; rapporti di lavoro; pari opportunità. a) Semplificazioni di procedure e adempimenti nei seguenti settori: Inserimento persone disabili: con interventi modificativi in particolare della legge 12 marzo 1999, n. 68, vengono stabilite semplificazioni e razionalizzazioni nella ...

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  • Jobs Act: aggiornamento sugli ultimi decreti approvati

    Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2015, gli ultimi decreti attuativi con i quali il Governo ha portato a termine la riforma del lavoro, il cd JOBS ACT, in attuazione della Legge 10 dicembre 2014 n. 183: ·    Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro - decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (Vai alla news); ·    Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione ...

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  • Legittimo il licenziamento per motivo oggettivo non per crisi ma per aumentare gli utili

    La Corte di Cassazione, Sez. Lav., con la sentenza del 18 novembre 2015 n. 23620 ha chiarito che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può ritenersi giustificato anche dal fine imprenditoriale di aumentare i ricavi e non solo in presenza di una crisi aziendale. La vicenda nasce dal licenziamento di un tecnico di laboratorio da parte del datore di lavoro operante nel settore della sanità privata e convenzionato col Servizio sanitario nazionale. Il licenziamento era stato giustifi...

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  • Collaborazioni coordinate e continuative dopo il Jobs Act: chiarimenti del Ministero

    In merito alle collaborazioni coordinate e continuative, la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione generale per l'Attività Ispettiva (Circ. 01/02/2016 n. 3), ha fornito i primi chiarimenti sul “confine” che separa la collaborazione dalla subordinazione, previsto dall’articolo 2 del decreto legislativo n. 81/2015 (per un approfondimento sul decreto legislativo si veda la nostra precedente news). Con il citato decreto, il Legislatore ha disposto il superament...

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  • Esonero contributivo 2016 e sanatoria illeciti per le stabilizzazioni a seguito di conciliazione

    Sarà possibile usufruire dell’esonero contributivo 2016 e della sanatoria degli illeciti amministrativi a seguito della stabilizzazione delle collaborazioni, come ha chiarito la Circolare del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione generale per l'Attività Ispettiva (Circ. 01/02/2016 n. 3). Con la Circolare del 01/02/2016 n. 3, la Direzione generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha fornito alcuni chiarimenti interpretativi del...

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  • Dimissioni solo on line dal 12 marzo 2016

    Il 12 marzo 2016 entra in vigore l’art. 26 del Decreto legislativo 14.09.2015, n.151, con il quale si stabilisce che le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro siano fatte, a pena di inefficacia, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito www.lavoro.gov.it e trasmessi al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente (per un approfondimento sul de...

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  • Licenziamento per giustificato motivo oggettivo obbligatorio prospettare al lavoratore licenziato un impiego in mansioni inferiori

    La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza del 8 marzo 2016, n. 4509 ha stabilito che in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo per soppressione del posto di lavoro, il datore di lavoro ha l'onere di provare non solo che al momento del licenziamento non sussisteva alcuna posizione di lavoro analoga a quella soppressa, ma anche di avere prospettato al lavoratore licenziato, senza ottenerne il consenso, la possibilità di un suo impiego in mansioni inferiori rientra...

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  • Decreto correttivo del Jobs Act su voucher, controlli a distanza dei lavoratori, dimissioni on line e apprendistato

      Il Decreto Legislativo 24 settembre 2016, n. 185, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 ottobre 2016, ha apportato diverse correzioni e modifiche al c.d. Jobs Act, fra le quali si evidenziano quelle relativamente a voucher, controlli a distanza dei lavoratori, dimissioni telematiche e apprendistato. Voucher Viene introdotto l’obbligo per gli imprenditori non agricoli ed i professionisti che utilizzano i voucher di comunicare, almeno 60 minuti prima dall’inizio della prestazione,...

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  • Controllo a distanza dei lavoratori e indicazioni Ispettorato Nazionale del lavoro per l'utilizzo degli impianti GPS

      L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la Circolare del 07/11/2016 n. 2, ha fornito le indicazioni per quanto attiene l’utilizzo di apparecchiature di localizzazione satellitare GPS montate su autovetture aziendali.   Va innanzitutto ricordato che l’articolo 4, della Legge n. 300/1970 (c.d. Statuto dei lavoratori), prevede che gli impianti audiovisivi e gli altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dei lavoratori possono essere impiegati esclusivament...

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  • Modificata disciplina sulla tutela dei lavoratori nel cambio appalto

    L’articolo 29 previgente stabiliva che, in caso di subentro di un nuovo appaltatore, il mantenimento del personale già impiegato nel precedente appalto, in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto d'appalto, non costituiva trasferimento d'azienda o di parte d'azienda. Questa disposizione risultava particolarmente rilevante in quanto, escludendo il cambio di appalto dalla fattispecie del trasferimento d’azienda, non si applicava il disposto de...

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  • Videosorveglianza: il consenso dei lavoratori non evita la sanzione penale

    La Corte di Cassazione con sentenza dell’8 maggio 2017 n. 22148, in merito alla disciplina del divieto di uso di impianti audiovisivi e di altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo del lavoratore, si è pronunciata sulla validità come scriminante del consenso dei lavoratori in assenza di accordo sindacale o di autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste. In sintesi, l’attuale disciplina contenuta nell’articolo 4 della...

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  • Modifiche normative introdotte con il "Decreto dignità" approvato dal Consiglio dei Ministri in data 02 luglio 2018

      Nella seduta del 2 luglio 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge “DISPOSIZIONI URGENTI PER LA DIGNITA’ DEI LAVORATORI E DELLE IMPRESE”, c.d. decreto dignità, ad oggi in attesa di pubblicazione sulla G.U.   Tra le altre previsioni, in sintesi, si segnalano alcune novità:   ·      modifiche alla disciplina dei contratti a tempo determinato e in materia di somministrazione lavoro I contratti a tempo determinato non potranno avere durata superiore ai 12 mesi. In ...

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