Responsabilità penale in caso di falso negli attestati di formazione sulla sicurezza sul lavoro

  • 11 /
    07 /
    2017

    La falsificazione degli attestati di frequenza ai corsi di formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro rilasciati da un organismo paritetico non costituisce falso in scrittura privata – fattispecie abrogata dal D.lgs. n.7/2016 – ma costituisce un falso punibile ai sensi della legge penale.


    Ciò emerge da un recentissimo caso nel quale un organismo paritetico per la formazione, seguito dal nostro Studio, denunciava la falsità di tre attestati di frequenza a corsi di formazione previsti dal D.lgs. 81/2008, apparentemente rilasciati dallo stesso organismo.
     

    Il Pubblico Ministero procedeva alla richiesta di archiviazione in quanto «il reato di cui all’art. 485 c.p. [falsità in scrittura privata] è stato abrogato dal decreto legislativo 15 gennaio 2016 n. 7».
     

    L’organismo paritetico proponeva quindi opposizione alla richiesta di archiviazione del PM.
     

    Il GIP, non condividendo le ragioni del PM, accoglieva l’opposizione dell’organismo paritetico. Infatti, nella motivazione il GIP osservava come le attività formative dei lavoratori in materia di sicurezza costituiscono obbligo del datore di lavoro, che l’inosservanza di tali obblighi è penalmente sanzionata e che gli stessi Organismi Paritetici sono ex lege previsti ed istituiti ai sensi dell’art. 2 comma 1 lett. ee) e dell’art. 51 D.lgs. 81/2008. Pertanto, «ne discende che tali attestati svolgono una funzione certificativa dell’assolvimento di un obbligo previsto dalla legge e, come tali, ricadono nell’ambito di tutela prevista dall’art. 480 c.p.».
     

    Per questi motivi il GIP ordinava al Pubblico Ministero di procedere all’iscrizione nel registro delle notizie di reato dei soggetti coinvolti nella falsificazione.

    « Vai all'elenco