Privacy e droni, una convivenza difficile?

  • 13
    Mar
    2018

    Articolo uscito su "Il Salvagente" del 11/03/2018


    I mezzi aerei a pilotaggio remoto, comunemente denominati “droni”, hanno avuto negli ultimi anni uno sviluppo enorme negli usi civili.

     

    Tale sviluppo si deve principalmente alla loro versatilità, alla facilità di spostamento, anche in ambienti ostili o difficoltosi per l’uomo e, non meno importante, alla capacità di essere equipaggiati con strumenti idonei a raccogliere immagini, suoni e dati.

     

    Nello stesso tempo, il crescente impiego ha posto inevitabilmente in primo piano non solo gli aspetti legati alla sicurezza, ma anche quelli attinenti alla tutela della privacy. Proprio la questione è stata l’oggetto del mio recente intervento dell'Avv. William Di Cicco dello Studio Villa Isoldi & Associati al Roma Drone Campus 2018, tenutosi presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università Roma Tre.

     

    In merito al rapporto droni e privacy, è bene evidenziare che quelle stesse specifiche caratteristiche che fanno dei droni uno strumento versatile e idoneo all’utilizzo in molteplici settori economici, risultano rilevanti ai fini della tutela della privacy. Questo perché i droni hanno una capacità di sollevarsi ad un’altezza superiore a quella del normale orizzonte percepibile dalla persona a terra, possono essere dotati di apparecchiature ad alta definizione capaci di captare immagini, suoni, e dati non altrimenti percepibili dall’uomo con i suoi sensi ed inoltre presentano delle ridotte dimensioni tali da poter essere difficilmente notati.

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